CapelloAlvento

Capello al vento, nuvole d'argento, di poco m'accontento!Sbandato al vento ondeggio di qua e di là in balìa dei miei pensieri asciutti e distratti che non vogliono raccogliersi e non voglio raccogliermi in una ciocca ordinata che odora di grasso, infiocchettata di rosa, falsamente pulita. Sono un capello al vento, un capello ribelle, che ama sentire il calore del sole sulla sua pelle. Un sole non filtrato da nuvole di false apparenze. Sono un capello, un capello al vento… Solo sciolto, son contento.

martedì 25 giugno 2013

Ho suonato un tamburo Masai ...

E sono andata in bicicletta!
 
 
16 giugno 2013 - Abbiategrasso, una domenica all’insegna della spontaneità!
 
Con il gruppo con cui ho seguito il corso di Arte-terapia:
una conclusione, un coronamento, una continuazione... (?) Di un percorso evolutivo ed emozionale.
 
Una proposta Hanta Yo:
un invito alla sperimentazione, al gioco, alla condivisione ma anche (per me) allo sfogo.
Strumenti sconosciuti e invitanti, da accarezzare e conoscere meglio per sfruttarne le potenzialità, voglia di divertirmi e comunicare, e lasciare da parte per una volta il dolore alla mani, al cuore, al cervello.
Gli strumenti ti chiamano o ti respingono, restano muti o si lasciano suonare, senza necessità di particolari tecniche o conoscenze musicali. Ascolto, istinto e ritmo …
 
“Il ritmo è in ogni cosa”, * nei nostri respiri e nel battito del nostro cuore.
 
Così si può creare una musica condivisa, a due, a tre, a sette …
E niente stona, nessuno è fuori tempo o fuori luogo, è un’un esperienza unica e ripetibile, ma che mai sarà uguale a se stessa, difficile da spiegare perché tutta da vivere, difficilmente raccontabile, tanto personale è il modo di esserci.
 
Una giornata iniziata in maniera così emozionalmente viva non poteva che continuare con una degustazione di sapori naturali (pizza di grano macinato con mulino domestico, pasta madre con una storia di 115 anni, aglio fresco e spezie appena raccolte … in un clima di grande accoglienza e disponibilità, offerto dai nostri amici-ospiti), chiacchiere e racconti intorno ad un tavolo e una bella passeggiata in bicicletta tra i campi di papaveri e grano!
 
Un pieno di spensieratezza e felicità di cui non mi svuoterò tanto presto J
 
 
Le proposte
 
 
 

lunedì 24 giugno 2013

Link ai Naufragi...


... Una vecchia storia mai del tutto conclusa ...



Una volta c’erano i Naufragi - bottiglie affidate alla corrente e ripescate in rete.
Ora qualcuno ha trovato la sua spiaggia, qualcun altro è ancora in balia delle onde.
Ci siamo un po’ persi di vista ma mi piace inserire qui un link al sito dove sono approdati nel tempo nostri messaggi portati dalla corrente… Anche perché presto vi presenterò un naufrago ritrovato per caso mentre prendevamo il sole su uno stesso scoglio :-)



lunedì 10 giugno 2013

I nuovi inquilini del piano di sopra: Un racconto... Tra amore e amicizia



I nuovi inquilini del piano di sopra - Daniela Troncacci4. Il tuo racconto parla di amore e amicizia. Quale messaggio vorresti arrivasse al lettore?

L’amicizia è volontà e impegno, è osservare e rispettare; non è un semplice sentimento; può nascere spontaneamente, così come si può decidere di provare a costruirla (ovvio poi bisogna essere in due a volerla). A volte basta tendere una mano, inviare un telegramma, fare una semplice telefonata: gettare un amo. A volte basta accostarsi alle persone per rendersi conto che hanno nostre stesse paure, debolezze, aspirazioni, progetti, emozioni. Condividendo momenti di vita quotidiana si può prendere consapevolezza, al di là dei luoghi comuni, del senso che ha per esse l’amore e quali possano essere le difficoltà che scaturiscono dall’aver incasellato le molteplici forme che l’amore può assumere in categorie a cui non sono riconosciuti pari diritti e pari dignità. Mentre si discute su quale nome dare all’unione tra persone dello stesso sesso, ci sono uomini e donne che soffrono non per un’ideologia o per questioni di principio (o non solo), ma per problematiche concrete, di cui spesso non si è a conoscenza, non sempre perché può far comodo prendere le distanze, ma anche solo per mancanza di esperienza. Nel mio piccolo ho voluto mostrare cosa può succedere ad un uomo che perde il compagno se “nessuna carta porta il suo nome”…

domenica 9 giugno 2013

Sono stata a Medjugorje... (perché?)

... dal 24 al 29 maggio.
"Perché?", mi ha chiesto più di una persona.
Ho accettato l'invito di un'amica che me ne aveva parlato con trasporto contagioso.
Ho seguito la mia curiosità che mi porta a voler vivere in prima persona esperienze tendenzialmente positive di cui sento raccontare con la luce negli occhi e i violini nella voce... quasi mi sembra anche di odorare lo spandersi del profumo (e l'ondeggiare al vento) delle campanelle, fiori rosa-fuxia che mi ricordano la capanna di mio nonno quando ero bambina, e la sua voce che chiamava Pistola, il gatto.
Non c'era troppo tempo per pensare, sono stata invitata, ho accettato e sono andata. Così si dovrebbe (poter) fare per le cose importanti, per le cose a cui teniamo, per le cose che pensiamo ci possano arricchire.
E anche se devo risparmiare, e anche se devo ottimizzare il tempo e le energie per cercare lavoro, non sono stati denaro, tempo, energie buttati al vento... Ma questo è un altro post... :-)